venerdì 11 marzo 2016

NBT: ROOM

“Room” (2015) è un film fantastico e se avete l’occasione vi consiglio di andare a vederlo al cinema  visto che in molte sale lo stanno ancora proponendo. Vi dò un consiglio però: non guardate il trailer prima di aver visto il film altrimenti rischiate di rovinarvi l'esperienza. “Room” infatti gioca molto con le emozioni dello spettatore e il trailer, rivelando un po' troppe scene, toglie al film parte della sua forza. Ci sarebbe molto di cui parlare riguardo ai problemi dei trailer cinematografici degli ultimi anni e forse prima o poi scriverò un articolo sull’argomento, ma credo che succederà più poi che prima dato che in questo periodo dell'anno c'è veramente molto di cui parlare in ambito filmico. In questi mesi infatti sono usciti moltissimi film interessanti e in mezzo a tutto questo ben di dio Room è passato un po' in sordina, soprattutto in Italia, ma vi assicuro che invece merita tutta la nostra attenzione. Vediamo perché ...


Non voglio andare troppo nel dettaglio nel descrivervi la storia dato che secondo me meno si sa e più ci si gode il film. Tuttavia sono d’obbligo due parole sulla trama giusto per dare un'idea di cosa si tratta a chi non ha mai sentito parlare di questo film. Un maniaco conosciuto con il nome di Old Nick rapisce la diciassettenne Joy (Brie Larson) e la tiene prigioniera in un capanno nel giardino di casa sua per anni, Joy viene violentata più volte da Old Nick durante la sua prigionia e, seguito di uno di questi abusi dà alla luce un figlio che chiamerà Jack (Jacob Tremblay). Ora Jack ha cinque anni e per tutta la sua vita è vissuto in quel capanno che per lui non rappresenta una prigione ma il mondo intero.
Quando dico che il film gioca molto con le emozioni dello spettatore non intendo dire che il film ricorre a espedienti da quattro soldi per far scendere una lacrimuccia sul volto degli spettatori più impressionabili. Al contrario, il film costruisce una relazione di affetto tra noi e i due protagonisti e grazie ad una sceneggiatura intelligente ed a un'ispiratissima regia ci regale delle emozioni forti, sincere e potenti. Nonostante la storia sia molto intensa e coinvolgente non pensiate che sia un film particolarmente scabroso come potrebbe far pensare la breve sinossi che vi fornito sopra, infatti è pur vero che viene raccontata una storia per certi versi molto inquietante ma noi per tutto il film vediamo le cose dal punto di vista di Jack e quindi non siamo investiti in pieno dalla crudeltà e dall'orrore delle vicende dato che la madre cerca in tutti i modo di evitare che il figlio capisca la drammaticità di certe situazioni.


L’aspetto più straordinario di questo film sono le interpretazioni dei due coprotagonisti. Veramente formidabile Jacob Tremblay che stravolge tutti gli stereotipi sugli attori bambino. Di norma infatti quando si è di fronte alla prestazione di un attore bambino si passa tutto il tempo a cercare di analizzare la sua recitazione per poi solitamente concludere con un classico "eh ... alla fine non poi così  male per essere così giovane" ma Jacob Tremblay in “Room” è così autentico e naturale che ci si dimentica quasi che sta recitando,  un’interpretazione così spontanea in un bambino di nove anni è fenomenale. 
Senza nulla togliere a Tremblay sono sicuro che parte del merito della sua ottima performance vada anche al regista che ha saputo sfruttare al meglio le capacità del ragazzo e a Brie Larson la coprotagonista del film. Brie Larson, attrice semisconosciuta fino all’anno scorso, è salita alla ribalta proprio con questo film che le ha fatto guadagnare un mucchio di meritatissimi premi (tra cui Oscar, Golden Globe, SAG Award). L’attrice californiana si è trovata ad interpretare un personaggio complicatissimo: una ragazza resa irriconoscibile da sette anni di prigionia, abusi sessuali, , malnutrizione,  mancanza di luce solare, violenze fisiche e psicologiche che però trova ancora la forza per amare e proteggere il proprio figlio.
La regia di Lenny Abrahamson mi ha colpito positivamente, il materiale di partenza poneva il regista di fronte a sfide non indifferenti che Abrahamson però è riuscito a risolvere con soluzioni eleganti ed efficaci. Ottima anche la sceneggiatura di Emma Donoghue, la scrittrice irlandese è riuscita egregiamente nell’impresa di adattare per il cinema il suo bestseller del 2010.
“Room” è un film che consiglio a tutti di andare a vedere e, dato che siamo in vena di festeggiamenti per il primo compleanno del blog, noi dello staff abbiamo scelto di regalarvi biglietti omaggio (validi fino al 31 marzo) per andare a vedere Room al cinema. Sono disponibili qui . Affrettatevi sono limitati!


Antonio Margheriti

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