venerdì 8 maggio 2015

TOP 15 CLASSICI DISNEY - FINALE

Eccoci arrivata alla fine di un lungo excursus sui classici Disney durato ben cinque settimane. Spero che questa serie di articoli v’abbia garbato perché penso di realizzare in futuro altre classifiche inerenti a temi vari ed eventuali, magari qualcosina sui cinecomics (SPOILER!!!).
Prima di passare ai cinque classici di cui vorrei parlare oggi però ci terrei a precisare ancora una volta che la scelta delle posizioni e l’analisi dei titoli sono solamente opinioni personali. Inoltre sappiate che, arrivati a questo punto, tutti i film analizzati rasentano la perfezione, e forse qualcuno la raggiunge, quindi la differenza tra due posizioni limitrofe è davvero ridicola. Ipoteticamente avrei anche potuto capovolgere questa TOP 5 senza stravolgere il senso della classifica, per cui se ho deciso di mettere un film al quarto posto e un altro al terzo è solo per quel piccolo dettaglio che me l’ha fatto apprezzare di più. Finiti i convenevoli addentriamoci per l’ultima volta nel fantastico mondo dei cartoni animati targati Disney.


5° POSIZIONE: Aladdin (1992)
Si vola a bordo del tappeto magico muto più espressivo della storia del cinema fino nell’antico mondo incantato tratto da “Le Mille e una Notte”. L’atmosfera orientaleggiante è indubbiamente una delle più riuscite: ogni nota usata come sottofondo, ogni punta arricciolata delle calzature tipiche richiama il mondo arabo. Anche i protagonisti vengono resi attraverso una tonalità di colore più scura per la pelle e ciò rappresenta una novità eccezionale, Jasmine, protagonista femminile, infatti è la prima principessa Disney a non essere raffigurata con la pelle candida, come era stato per Biancaneve, Cenerentola e Ariel.
La più grande novità introdotta è forse però la comicità del Genio (doppiato in originale da un neo speaker Robin Williams e in italiano da Gigi Proietti). Irriverente, logorroico e dissacrante. Impossibile non amarlo. Attraverso questa spalla comica inoltre viene introdotta una forte vena citazionista che diverrà poi uno dei marchi di fabbrica della Disney del nuovo millennio.
La storia d’amore tra Aladdin e la principessa Jasmine è sì interessante e ben costruita, ma a tratti pecca di poca originalità, nelle meccaniche della relazione sembra già vista. Il cattivo invece merita un plauso particolare; Jafar infatti è un diabolico stratega senza scrupoli, uno dei più amati personaggi dell’animazione statunitense.
Ottime, evocative e decisamente azzeccate nell’ambientazione orientale le musiche (su tutte “A Whole New World”), anche se decisamente non all’altezza di quelle del film alla prossimo posizione.


4° POSIZIONE: Il Re Leone (1994)
Uno dei titoli giustamente più amati di sempre. Un tuffo nella savana, nel mondo degli animali selvaggi in cui alla legge del più forte è associata anche un’organizzazione gerarchica della società che vede al potere il re leone. Paesaggi mozzafiato, scene ampie e corali dal taglio cinematografico come la sequenza d’apertura (“Azibegna”, la più bella Africa in libertà), quella del battesimo di Simba o la tragica morte di Mufasa. Ottima trasposizione animata dell’Amleto di Shakespeare e buone anche le altre citazioni alle opere del misterioso autore anglosassone. La storia non è però il punto forte di questo film, sembra a tratti un pretesto per l’introduzione di personaggi indimenticabili e la giustificazione di canzoni meravigliose; per cui un pretesto più che giustificato. I personaggi, sia quelli principali che secondari, sono tutti fantastici, ben caratterizzati, colorati e simpatici fin da subito. Timon e Pumba storiche e insostituibili spalle comiche. Rafiki; non serve aggiungere altro. Se dovessi però indicare la vera eccezione della pellicola direi sicuramente le musiche, composte dal sempreverde Hans Zimmer, e le scene a queste correlate: “Voglio Diventar Presto un Re”, “Hakuna Matata”, “Can You Feel The Love Tonight” e soprattutto “Il Cerchio della Vita”, epicità pura.
Un film attraverso cui da piccolo ho assimilato il concetto di morte. Quante lacrime versate su quella cassetta. Peccato che tutte le sfaccettature del capolavoro indiscusso abbiano preso vagamente ispirazione da “Kimba, il Leone Bianco” del celebre mangaka Osamu Tetzuka. Peccato.


3° POSIZIONE: Mulan (1998)
La Cina, il paese più popoloso al mondo, in tutto il suo splendore: tradizioni, folklore, architetture inimitabili e paesaggi diversificati. Viene però puntato il dito anche contro la chiusura mentale, la divisione in classi sociali e soprattutto contro la forte misoginia che regna sovrana. Un film che rilancia la figura della donna in una chiave molto moderna e aiuta i bambini a sviluppare un’idea di uguaglianza tra sessi che porteranno con loro per il resto della vita. Un insegnamento molto prezioso e profondo.
Il tratto del disegno richiama gli ideogrammi e i disegni tipici cinesi, i personaggi risultano ironici e simpatici, soprattutto i tre soldati caratterizzati. Mushu esilarante quasi come il Genio (peccato per la voce della mooseca), Cri Kee e il cavallo riescono a far ridere senza parlare, dote di pochi. Villain perfido, minaccioso, silenzioso e astuto, uno dei migliori di sempre.
I protagonisti della Disney troppo spesso vengono relegati a collante di altre situazioni comiche o di insegnamenti poco interessanti, Mulan invece si impone come figura centrale e portante dell’intero film. Cosa rimarrebbe a questo prodotto se gli venisse tolta l’eroina con gli occhi a mandorla? Poco, quasi nulla. Mulan è il centro indiscusso dell’opera e infatti, quando viene allontanata per un lasso di tempo breve a causa del suo sesso, la situazione precipita rapidamente. Personalità dirompente. Fantastica.
Il film si compone di molte sequenze azzeccate e ispirate, ma tre di queste emergono decisamente sulle altre sottolineando la qualità del prodotto: l’addestramento sulle note di “Farò di Te un Uomo” che carica in maniera indescrivibile lo spettatore, a prescindere dalla sua età, la valanga provocata dalla strategia di Fa Mulan e lo scontro finale tra i fuochi d’artificio con annessa citazione epica al nostro caro cavaliere oscuro.
Peccato per una lentezza a tratti eccessiva in alcuni frangenti, come ad esempio all’inizio, ma comunque eccezionale.



2° POSIZIONE: Le Follie Dell’Imperatore (2001)
Il primo film analizzato nelle prime Recensioni dellaSettimana, già storia di questo blog secolare. Cosa aggiungere allora a ciò che avevo già detto riguardo questo titolo quasi due mesi fa? Potrei elogiare Kronk in quanto spalla comica non-sense più riuscita di sempre, potrei sottolineare la maturità del prodotto, privo di morali banali ed edulcorate (se non nel finale), potrei ribadire l’ondata di novità portata da Kuzco, cinico e spietato protagonista che stravolge totalmente i canoni classici, potrei cominciare a citare le battute più divertenti del film ma finirei per riportare qui tutta la sceneggiatura e ciò allungherebbe un po’ troppo questo articolo, potrei ricordare tutte le comparse che aiutano a sostenere una pellicola che si presenta senza molte pretese ma che vola altissimo, potrei ribadire la scena con i giaguari nella giungla, quella del ponte o quella dell’inseguimento finale condito da esilaranti trasformazioni (l’uomo-mucca su tutte).
Potrei, sì, ma non credo ce ne sia bisogno. Mi limito solo a dire Capolavoro.


1° POSIZIONE: Hercules (1997)
Come superare il Capolavoro con la C maiuscola? Semplice, con la Perfezione, anche questa con la lettera maiuscola ovviamente. Sarà a causa del mio debole per l’epica e la mitologia greca, ma obiettivamente non riesco a trovare difetti in questo film. Tutti gli ingredienti che in passato avevano garantito alla Disney i grandi successi che conosciamo vengono ripresi, ingigantiti con intelligenza e mescolati abilmente per creare IL film d’animazione americana per eccellenza.
A partire dal protagonista tutti i personaggi, principali e secondari sono caratterizzati alla perfezione magari attraverso pochi dettagli esteriori o volatili battute fugaci. Phil (cioè dai, il nostro amato Presidente della Repubblica Giancarlo Magalli che doppia un satiro tozzo ma abile nell’addestrare gli eroi deve essere l’epicità fatta personaggio), Pena e Panico, Pegaso. Tutti meravigliosi. Un discorso a parte va fatto per Ade, allo stesso tempo esilarante e diabolico, ridicolo e minaccioso. “Chi mi ha spento i capelli?”. Semplicemente il miglior cattivo Disney e uno dei migliori della storia del cinema, sicuramente tra i più iconici.
Altro grande punto a favore di Hercules è la trama, stavolta davvero interessante, coinvolgente, movimentata e ricca di colpi di scena: prima le origini dell’eroe, poi l’adolescenza con gli allenamenti, il time skip, le fatiche, la gigantomachia, la storia d’amore e il successo. Densità unica per i film Disney che in passato ci avevano abituato a film molto più vuoti, anche se altrettanto godibili (Robin Hood, La Spada nella Roccia, Il Libro della Giungla, ecc…). Le musiche si rivelano tutte ispirate, ma le canzoni delle muse, utili alla narrazione, si presentano come una scelta azzeccata e memorabile.
Epicità in ogni singolo frame. Con la triste sensazione che un film d’animazione d’intrattenimento così perfettamente bilanciato e completo non vedrà la luce ancora per molti anni.


Dopo aver analizzato, magari molto poco oggettivamente, venticinque film (uff, che fatica!) direi che per i classici è tutto. E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con le mie scelte e i miei giudizi? Ma soprattutto: qual è il vostro classico preferito in assoluto? E la vostra TOP 5? Ditelo con un commento qui sotto o nei social. A presto con una nuova classifica.

Lunga vita alla Disney, creatrice di storie magiche e sogni senza tempo.

1 commento:

marco bello ha detto...

Ho indovinato solo aladdin :( ora che ho letto l'articolo, ti devo dare ragione.
Hercules re indiscusso della Disney ;)