domenica 22 novembre 2015

RECENSIONI DELLA SETTIMANA 16 - 22 NOVEMBRE


FILM: Colpa delle Stelle (2014)
E alla fine l’ho visto anch’io. Parlare di un film così emotivamente carico e potente potrebbe essere rischioso. Una receimpressione che si rispetti deve anche analizzare gli aspetti tecnici del prodotto che tratta, ma in questo caso il valore sentimentale è oltremodo superiore e ingombrante, per cui cancellate la parola “recensione” dalla vostra mente e lasciate “impressione”. Questa la mia impressione sul film che ha commosso il mondo nel 2014, ovviamente senza voto.
Sinceramente partivo abbastanza prevenuto nei confronti di questa pellicola considerandola principalmente un prodotto per giovani ragazzine che ascoltano musica dozzinale, oggi leggono storie strappa lacrime (o strappa storia lacrime, l’ordine lo decidete voi) e domani leggeranno romanzi Harmony; ma avevo torto. Avevo torto in partenza perché il film non è rivolto solamente al pubblico descritto da me sommariamente qui sopra: il destinatario di Colpa delle Stelle è chiunque che abbia un minimo di cuore a questo mondo. La trama (che immagino ormai conosciate tutti a menadito) parla della storia d’amore quasi impossibile tra una ragazza malata di cancro e un giovane senza gamba, persa anni prima per lo stesso male. Il film si divide in due due grandi parti: nella prima abbiamo la protagonista, Hazel Grace, che tenta invano di allontanare il ragazzo per evitare di ferirlo, nella seconda invece veniamo a sapere dell’aggravarsi della malattia sopita del ragazzo, Augustus, e, prima che il pubblico se ne renda conto, la situazione degenera verso il dramma reale e tangibile, atmosfera perfettamente ricreate grazie alle interpretazioni struggenti dei due protagonisti. Quel discorso sulla panchina ad Amsterdam colpisce lo spettatore al cuore, ma una speranza ancora persiste in fondo all’anima. La scena che davvero taglia le gambe ad ogni pensiero positivo è senza dubbio quella in cui Augustus chiama Hazel Grace nel cuore della notte perché lontano da casa, fisicamente provato ed immobilizzato dal terrore di morire. Una scena forte e terribilmente realistica che uccide definitivamente il perfetto amante a cui ci si era affezionati in precedenza.
Crisi, perdita di forze, risultati negativi, interruzione della terapia. Tutto orribile, tutto vero.
Il finale chiuso ma aperto, incentrato su quella mail che non avremmo mai voluto leggere, poi, strappa fiumi di lacrime e fa riflettere sull’importanza della vita, sul poco tempo che ci è concesso rispetto all’infinito, sui piani, sui sogni infranti e sul ricordo. È importante essere ricordati da tutti? Quanto durerà il nostro ricordo? Quanto contano le ultime parole? Di Bob Marley ne è esistito solo uno e Ziggy lo sa. Nella realtà le persone si ammalano, soffrono, perdono un po’ di dignità e se ne vanno in silenzio. Senza preavviso. Senza discorso finale. Di fronte alla morte non ci sono eroi. Ciò valorizza la vita.
Un film che sa toccare le corde giuste, non per tutti, ma consigliato a tutti.



FILM: School of Rock (2001)
Un classico moderno che sta invecchiando meglio ogni anno che passa. Il one man show Jack Black (di cui avevamo già parlato in relazione a The Brink) si carica sulle spalle l’intera pellicola riuscendo a non far mai stancare lo spettatore. Tutti i personaggi, in particolar modo i bambini prodigio, sono caratterizzati in maniera perfetta e ciò li rende immediatamente riconoscibili ed adorabili. Zack il chitarrista, Freddy Jones, Lawrence e la sua pistola, Summer presidente degli Stati Uniti, le coriste, lo stilista, i bodyguard e il tecnico delle luci. Tutti fantastici e indimenticabili.
La trama forse non mostra grandi aspetti innovativi, ma l’argomento della musica è trattato in maniera encomiabile e unica, mostrando realmente quanto tale magnifica arte possa valere per la vita di un uomo che la società considera uno sconfitto e per dei bambini innocenti incatenati dall’istruzione e dalle regole benpensanti. Il finale, inteso come liberazione da tutti i pregiudizi, le catene e la maldicenze, si mostra a noi in tutta la sua potenza emotiva. Un tripudio di musica, rivincita e ottimo cinema.
In realtà questa receimpressione avrei potuto postarla già qualche tempo fa: in casa mia School of Rock è d’obbligo una volta ogni 2/3 mesi e ormai io e mio fratello non sappiamo più in che lingua guardarlo per poter rendere la cosa più interessante. Ormai sappiamo tutte le battute e cantiamo a squarciagola le fantastiche canzone che scandiscono il perfetto ritmo del film; specialmente quelle originali. Forse non un capolavoro, ma indubbiamente uno dei film che sento più miei. VOTO: 9



FILM: Mal è il Nostro Produttore Segreto (2015)
Quando mi sono imbattuto in questo documentario sugli esordi degli Elii pensavo si trattasse di un lavoro semiserio: eventi veritieri narrati con la scanzonata comicità nonsense che da sempre contraddistingue il gruppo di Stefano e i suoi amici. La storia ci viene presentata da un inedito Mal che, decisamente a sorpresa, si presenta a noi come produttore segreto degli Elio e le Storie Tese, ossia mente geniale che ha guidato nell’ombra la band al successo tra gli anni ’80 e i ’90. Al momento c’ho creduto. Ho davvero pensato che il frontman dei Primitives potesse aver avuto un ruolo così importante nella nascita e nella crescita di una delle band più talentuose e al contempo sottovalutate d’Italia. Quando invece sono venuto a sapere della montatura alla base di tutta la storia mi sono sentito poco intelligente, molto poco intelligente. Oltretutto questa storia di Mal l’ho anche raccontata in giro finché l’ho ritenuta plausibile. Povero me, che figuracce che mi fai fare, Stefano.
Per il resto la solita spensieratezza e la solita bravura. Semplicemente EELST. Anche se la modella pochissimo vestita che talvolta si alternava al grande Mal proprio non l’ho capita. Forse ho perso un passaggio. Anche se il fatto che questa signorina fosse presentata come direttrice dell’ufficio stampa, o simili, del gruppo poteva in minima parte farmi sospettare di qualcosa. Che ragazzo sbadato. VOTO: 7



ALBUM: Bad Blood (2013)

Album di maggior successo dei Bastille, ovvero la colonna sonora degli ultimi tre Fifa. Più della metà delle canzoni contenute in quest’album, infatti, sono ormai di dominio pubblico tra singoli, pubblicità e appunto videogiochi simulativi di calcio. Il tono scelto dalla band londinese è decisamente leggero e i brani scorrono in maniera semplice, mai tediosa. Indubbiamente non ci troviamo di fronte ad un capolavoro della musica contemporanea, ma se adattate ad un contesto corretto, le musiche dei Bastille possono essere assai piacevoli. Nei brani di Bad Blood infatti si respira chiaramente l’odore del mare, delle vacanze, delle amicizie giovanili, delle sere tarde e delle notti infinite, degli amici. Racchiudere tutte questi profumi in un solo album non è cosa da tutti, pur riconoscendo poca inventiva e originalità. Pompeii, Flaws, Laura Palmer, Oblivion, tutte colonne sonore di un’estate. La citazione a Twin Peaks, poi, è qualcosa di spettacolare. VOTO: 7.5 

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