domenica 13 settembre 2015

RECENSIONI DELLA SETTIMANA 7-13 SETTEMBRE


FILM: Il Sapore Della Vittoria (2001)
Un filone che conosciamo bene: un allenatore severo cerca di portare una squadra giovanile alla vittoria impartendo ai ragazzi preziose lezioni di vita. Il tema quindi non è nuovo ed innovativo. Più interessante invece l’implicazione dell’integrazione razziale, supportata soprattutto dalla veridicità, seppur romanzata, delle storie narrate. La qualità è ottima considerando l’anno di produzione e il cast, composto da certezze, buoni attori, giovani in rampa di lancio e meteore, sostiene egregiamente il peso di una pellicola che nella sua struttura sarebbe potuta risultare pedante, ripetitiva e magniloquente. Denzel si dimostra, a mio parere, il terzo miglior attore afroamericano degli ultimi anni dopo Freeman e Jackson. Il finale punta chiaramente allo stomaco dello spettatore col tentativo di lasciare una poetica immagine del film e tutto sommato ci riesce in maniera quantomeno accettabile; la trama però presenta delle lievi falle che fanno apprezzare il prodotto senza però gridare al capolavoro. Godibile da chiunque, a tratti profondo, ma imperfetto. VOTO: 8.5


FILM: Torno a Vivere da Solo (2008)
Ci prova e ci riprova in tutti modi, ma Jerry Calà non riesce mai a far ridere. Regia imbarazzate, fotografia morta e riesumata dagli anni ’70, colonna sonora fastidiosa nella ricerca di atmosfere Radical Chic e poi la recitazione. Un insulto al cinema chiamala recitazione. Qualità generale di bassissima lega che dimostra come Calà abbia realizzato il film solo grazie alle sue finanze e a qualche favore regresso. Produzione inesistente. Ciò che più infastidisce, a parte la comicità a metà tra Colorado e cinepanettoni, è il tatto con cui vengono trattati temi interessanti quali crisi di mezz’età, separazione, emancipazione femminile, omosessualità e sfruttamento della prostituzione. Ridere di tutto ciò è costruttivo ed intelligente, ma c’è modo e modo di addentrarsi in una determinata realtà e raccontare un problema col sorriso. Molte commedie di successo riescono a sfiorare con un guanto d’eleganza problemi ben più profondi. Questo stilema poteva funzionare quarant’anni fa. Non oggi e spero non funzionerà mai più. Questo un esempio della comicità cercata e ricercata. VOTO: 2


FUMETTO: Suore Ninja (2012)
Da quanto tempo non parliamo di un fumetto in questa specifica rubrica? È decisamente tempo di tornare a farlo. Ci viene dunque in aiuto Suore Ninja, fumetto parodistico a tema ecclesiastico e sociale in senso generale partorito dal duo La Rosa-Cardinali. Quando un’autorità grava sulla vita della società media e tenta di condizionare anche la vita di coloro che si sono allontanati da tempo dall’autorità stessa, nasce la parodia, quella intelligente. Quella che in poche vignette riesce a divertire e criticare profondamente le incongruenze del pensiero di coloro che antepongono alla ragione conoscenze “superiori”. Suore Ninja funziona in ogni suo aspetto e la lunghezza ridotta suggerisce a ragione la capacità dell’autore di concentrare diverse forme di satira, da quella politica al nonsense. Un prodotto consigliato a tutti coloro che sanno e vogliono ridere delle autorità. Mai banale, fonte di molti dibattiti su temi aperti, esistenziali, complessi e maturi. Non fatevi ingannare dal nome; prodotto molto più adulto delle aspettative. VOTO: 8



ALBUM: Congratulations (2010)

Secondo lavoro per gli MGMT, di cui avevo già recensito la sorpresa Oracular Spectacular. Questa volta i due ragazzi di Brooklyn tornano con toni molto meno pop e costruzioni più complesse che dimostrano la maturità acquisita in anni di prove e live. L’album vira decisamente verso suoni più psichedelici, molto anni ’70. Di per sé questa scelta potrebbe anche sembrare interessante, condivisibile e apprezzabile, ciò che però manca decisamente a questo prodotto è il mordente dimostrato nel primo album. Nessuna Kids, nessun Time to Pretend né Electric Feel. Tutto è molto più prevedibile, poco coinvolgente e per niente accattivante se ascoltato da un orecchio medio. I punti forti infatti risiedono esclusivamente nella tecnica elettronica, elemento non facilmente apprezzabile, specialmente dal grande pubblico. Qualche buono spunto ma nulla più. VOTO: 6

Nessun commento: