Visualizzazione post con etichetta Don Matteo.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Don Matteo.. Mostra tutti i post

martedì 19 maggio 2015

#HARAGIONESALVINI

Parliamoci chiaro: l’immigrazione di massa rappresenta una delle più grandi piaghe degli ultimi anni. In particolare quella dei ROM, che arrivano nel nostro paese, impongono la loro becera cultura di nomadi e vivono sulle spalle degli italiani perbene scippando, stuprando e uccidendo. Non voglio essere razzista, voglio essere obiettivo. I ROM minacciano apertamente la nostra cultura, formata e difesa nel corso degli anni, e la nostra società. È arrivato quindi il momento di dire BASTA, basta all’immigrazione, basta ai ROM, basta a quei politici sinistroidi, come la Boldrini, che continuano a difendere una popolazione parassita indifendibile. Basta, Salvini ha ragione su tutta la linea, (#haragionesalvini) abbiamo superato il limite, è arrivato il momento che la gente italiana perbene come noi si ribelli a tutto ciò, è arrivato il momento della #Ruspa.


Ho immaginato quindi un giorno in Italia senza più il peso dei ROM e dei loro sudici campi e ho fatto un elenco di tutto ciò che riusciremmo a risolvere in sole ventiquattro ore senza quel popolo di clandestini.


Se li mandassimo tutti a casa le strade sarebbero più pulite;
se li mandassimo tutti a casa ci sarebbe più lavoro per gli Italiani che amano la patria;
se li mandassimo tutti a casa ci sarebbe più legalità e meno scippi;
… ci sarebbero meno tasse da pagare per tutti;
… si abolirebbe la legge Fornero e gli anziani (nel 2015 “non più giovani”) potrebbero andare in pensione a 60 anni;
… i parlamentari rinuncerebbero agli stipendi monstre, alle maxipensioni e a tutti gli agi di cui godono;
… i parlamentari voterebbero finalmente per la diminuzione drastica del numero di deputati e senatori;
Belsito restituirebbe i 40 milioni sottratti;
… il Trota straccerebbe la sua laurea albanese e ne conseguirebbe una più qualificante in Italia, magari in ingegneria dei materiali e delle nanotecnologie al Politecnico di Milano;
Berlusconi smetterebbe di andare a prostitute (minorenni ma lui non sa niente, un po’ come Jon Snow);
… l’ex Cavaliere smetterebbe di “scendere in campo” ogni volta che ha bisogno di una legge ad personam;
… Silvio venderebbe il Milan e la tanto invischiata Fininvest al fantomatico mister Bee;
… Ruby sarebbe davvero la nipote di Mubarak;
… Ruby ammetterebbe di soffrire della sindrome di Benjamin Button;
Renzi comincerebbe a fare le riforme del lavoro consultando prima quelli che del lavoro vivono;
… Renzi imparerebbe l’Inglese;
Shish;
… la Juve smetterebbe di rubare gli scudetti ai poveri lupetti (non gli scout, i romanisti);
… il gol di Muntari sarebbe valido e lo scudetto del 2011 sarebbe assegnato al Milan;
… Conte ammetterebbe di avere un gatto morto in testa;
… tornerebbe Sarabanda con Enrico Papi;
Moooseca;
Civati tornerebbe nel PD;
… Civati uscirebbe di nuovo dal PD perché Matteo non si sopporta, dai, non si può;
… gli amici di Maria ammetterebbero che sta Maria non è che la sopportano troppo dopotutto;
… Renzi comincerebbe a fare una politica di sinistra….. ahahahah no scherzo, questo è impossibile;
… il canone RAI smetterebbe di essere una tassa altamente anticostituzionale;
Mattarella diventerebbe un uomo notabile;
Don Matteo continuerebbe a fare Don Matteo;
… Giurato ammetterebbe di averci trollati tutti per anni;
… si smetterebbe di continuare a tagliare i fondi alla cultura e alla ricerca, aspetti basilari che formano una popolazione e la salvano dal baratro dell’ignoranza;
… ci sarebbero più case vuote, altre case vuote, solo case vuote;
… la distribuzione cinematografica italiana smetterebbe di passare i film dello studio Ghibli trentordici anni dopo che sono usciti in Giappone;
… Fede Moccia finirebbe la trilogia di “Scusa ma…”;
… gli amici di facebook ti saluterebbero se li incontri per strada;
… tutti i cittadini scenderebbero in piazza per manifestare contro la criminalità organizzata che dopo anni ancora resiste e persiste, chissà perché, Eh Giulio? Giulio sapeva, a differenza di Silvio e soprattutto di Jon;
… Barbara D’Urso smetterebbe di guadagnare attraverso le tragedie degli altri;
… Barbara D’Urso smetterebbe di scrivere libri, cioè spero abbia già smesso, me lo auguro;
… Bruno Vespa smetterebbe di giocare coi plastici;
… gli Italiani comincerebbero a capire che democrazia è partecipazione e partecipazione vuol dire che devi partecipare anche tu se poi vuoi lamentarti come già fai;
… Pannella farebbe lo sciopero della fame, ah no aspetta, mi pare che già lo faccia, ma non si capisce bene perché;
… l’Expo sarebbe finalmente pronto;
… si ammetterebbe che il ventennio Berlusconi, caratterizzato da leggi ad personam, immobilismo e proibizionismo, mirato a distruggere psicologicamente una popolazione per renderla incapace di ribellarsi ad una politica che nulla ha a che vedere con la rappresentanza della volontà popolare, forse e solo forse non è stato una buona cosa;
… Grillo smetterebbe di vedere complotti a destra e a manca e valorizzerebbe le buone idee che i five stars con un po’ di cervello hanno proposto in questi due anni;
… Zelig, Colorado e Made in Sud verrebbero cancellate perché delitto contro l’intelligenza umana;
… la Chiesa Cattolica pagherebbe l’IMU;
… Lory Del Santo chiuderebbe la produzione di “The Lady 2”;
… le carceri sarebbero messe a norma secondo le leggi imposte dall’UE;
… la Chiesa Cattolica ammetterebbe di essere un’impresa;
… ci sarebbe finalmente la libertà di espressione e di satira, che sostanzialmente non c’è mai stata (“Oggi cerco Luttazzi e non lo trovo sul canale”);
… Papa Francesco smetterebbe di istigare Denis a delinquere;
… la Chiesa Cattolica smetterebbe di influenzare e condizionare l’italiano medio così tanto;
… la domenica in chiesa ci andrebbero solo quelli che davvero ci credono e vivono secondo gli insegnamenti di Cristo non quelli che vanno perché gli altri vedano che ci sono andati o per avere la coscienza pulita da retaggi culturali ormai banali;
… se firmi contro una donna che offre il suo alloggio ai poveri e ai bisognosi solo perchè questi sono Africani, non credo tu sia un vero cristiano;
… la Boldrini ammetterebbe di avere origini congolesi, in realtà è albina;
… si tornerebbe a credere negli ideali politici che hanno dato voce a milioni di Italiani in passato e si smetterebbe di continuare a sostenere un “Grande Centro” che va dal PD a FI e che prevede una linea di pensiero comune a tutti;
… il Sud smetterebbe di essere più arretrato del Nord. Il Nord che lavora, il Nord che produce mentre al Sud ci sono quelli a cui piace farsi mantenere, quelli che dormono dalla mattina alla sera, Io sono stanco di pagarele tasse anche per…. Eh? Come? Ah non va più di moda il secessionismo e il razzismo verso il Sud? Ah niente allora;
Salveenee finirebbe gli argomenti e, non potendo tornare indietro sui suoi passi (federalismo razzista verso il Sud), concentrerebbe la sua politica sui tombini di ghisa.


Se per un giorno li mandassimo tutti a casa loro (anche se molti o non hanno una casa o ce l’hanno ed è in Italia) ci accorgeremmo finalmente che il nostro problema, il problema degli Italiani perbene sono gli Italiani perbene, gli stessi che dietro una tastiera e l’anonimato di un nickname sparano a zero sugli immigrati auspicando il ritorno delle camere a gas. Gli stessi che oggi sono deputati, ma ieri erano i dipendenti, gli imprenditori che volevano sovvertire il sistema. Il problema siamo tutti, un meccanismo che non cambia e non impara dalla storia, un popolo che, come un certo Adolfo SS, continua a cercare un capro espiatorio per tutti i problemi che affliggono il paese.
Se state ancora guardando il ROM, l’immigrato o il debole in generale giratevi, il problema è altrove, il problema siamo noi.

mercoledì 13 maggio 2015

L’ULTIMA FRONTIERA

La storia delle serie tv affonda le sue radici negli anni ’50 quando venne prodotta la prima sitcom in assoluto: “I Love Lucy”. Questa, nonostante il budget risicato, ottenne un enorme successo di pubblico e spalancò le porte a quel fenomeno televisivo che oggi sta spopolando sia oltremanica che nel vecchio continente. 


Passando per Batman, con quell’Adam West tanto parodiato da Seth Macfarlane, il capitano Kirk e Fonzie si arriva agli anni ’80 in cui vennero gettate le basi per la rivoluzione dei serial del decennio successivo. È infatti negli anni Novanta che si manifesta in tutte le sue potenzialità il fenomeno delle serie tv. Ricordiamo i Picchi Gemelli di Lynch (di cui dovremo assolutamente discorrere un giorno, presto, molto presto *facciaghignanteemalefica), suo figlio X-Files, Friends, i gialli di Matt e 90210.


In questo periodo i serial smettono di essere cinema di serie b e cominciano ad assumere dei connotati ben precisi che rappresentano ancora oggi canoni fondamentali per la buona riuscita di un nuovo prodotto televisivo. Si arriva poi ai giorni nostri in cui tale format ha ormai raggiunto, se non addirittura superato, il suo corrispettivo cinematografico. La vera rivoluzione verificatasi sta nel classico triangolo pubblico - guadagni - investimento: le serie hanno ottenuto nel tempo sempre maggiori consensi che si traducono in maggiori guadagni, e i grandi produttori televisivi sono riusciti a reinvestire questi guadagni e a far elevare il livello dei prodotti stessi, riscrivendo i canoni che avevano portato il successo agli albori del fenomeno. Questione di soldi e di idee insomma. L’esempio più lampante degli enormi budget di cui dispongono le serie tv è Friends: DIECI (O.O) milioni di dollari ad episodio (ciascuno della durata di soli venti minuti).


Negli ultimi anni è poi salito alla ribalta il fenomeno delle miniserie, un buon connubio tra cinema puro e serial. Nuovo format che ha saputo portare linfa vitale al settore e ha saputo dare la spinta definitiva alla televisione verso nuove frontiere. L’allievo che supera il maestro.


È a questo filone che appartiene l’opera in oggetto oggi, ossia “True Detective”, miniserie di 8 episodi del 2014 scritta dal giallista Pizzolatto e diretta da Fukunaga. La trama ripercorre le vite dei due protagonisti, Rust e Marty, detective alle prese con una complicata caccia ad un serial killer durata quasi venti anni. L’intreccio funziona alla perfezione. La narrazione parallela tra il ’95 e il 2012, anno in cui viene riaperto il caso, mantiene sempre alta l’attenzione dello spettatore e dà la possibilità di approfondire la psiche dei personaggi principali attraverso l’evidente evoluzione umana che questi subiscono nei vent’anni che intercorrono tra le due linee temporali dell’intreccio. Il thriller psicologico per eccellenza. I punti di forza però non risiedono solamente nella trama e nello sviluppo di questa, ma anche nei personaggi e nella realizzazione tecnica. I due attori protagonisti dimostrano qualità da Emmy, specialmente Rust, interpretato da uno straordinario Matthew McConaughey che riesce a superare se stesso, cioè l’interpretazione in “Dallas Buyers Club” che lo aveva consacrato definitivamente al grande pubblico e qualche premio glielo aveva fatto vincere (*coffcoffoscar). Ogni sguardo carico di straziante sofferenza, ogni espressione del volto, ogni battuta breve recitata con una roca e flebile voce, ogni monologo profondamente nichilista. Ogni aspetto che riguarda Rust è un capolavoro; brividi dall’inizio alla fine. Il nuovo standard per la caratterizzazione dei personaggi nelle serie drammatiche.


La regia e la fotografia rendono poi True Detective un capolavoro indiscusso. Fukunaga dà prova delle sue straordinarie abilità coniugando con precisione introspezione e azione, sovrannaturale e suspance da noir. Cura maniacale in ogni piccolo dettaglio. Il piano sequenza della retata alla fine del quinto episodio è da antologia, farà stropicciare gli occhi dalla meraviglia al cinefilo che è in voi. Superamento degli standard classici e consolidati per le serie tv. Scene memorabili che rimarranno sicuramente nella vostra mente per molto tempo. Opera indimenticabile.


L’arte è soggettiva, o meglio lo è il gusto artistico, ma questo piccolo capolavoro, forse poco valorizzato dai vari Emmy e Golden Globe, entra di diritto nell’olimpo dei serial e del cinema in generale. L’”Amore e Psiche” delle serie tv. Piacevole levigatezza al servizio di un intrattenimento profondo e maturo che vi trasporterà in un turbinio di misteri e sentimenti struggenti e realistici.
Il cinema, quello vero, è arte.


E in Italia? Beh in Italia c’è Don Matteo