Visualizzazione post con etichetta 2017. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2017. Mostra tutti i post

giovedì 4 gennaio 2018

FLOP 5 FILM 2017

Eccoci arrivati alla seconda parte dell’appuntamento più atteso dell’anno per i lettori di Insidemad, la temibilissima flop 5 dei film più ignobili dell’anno solare appena trascorso. Vi ricordo che in molti casi ci troviamo di fronte ad una qualità palesemente scadente, in altri invece è stato il mio gusto personale a decidere le sorti della classifica. Per questo motivo, se vi trovate in disaccordo con quanto scritto, o apprezzate l’orrido, e il problema è vostro, o semplicemente abbiamo gusti differenti, e il problema non sussiste.


Cominciamo con una menzione d’onore: Valerian, la città dei mille pianeti, film di Luc Besson che aspettavo con una certa trepidazione per le premesse che avevano anticipato il rilascio del titolo. L’opera è anticipata da un’introduzione spettacolare, alla quale però non segue uno sviluppo degno. Se dal punto di vista degli effetti speciali Valerian segna un altro standard qualitativo per le opere fantasy, la scrittura dei personaggi e dell’intreccio rasenta l’imbarazzante. Nulla va per il verso giusto e la noia sopraggiunge troppo presto. Senza patos, senza trasporto, senza spirito d’avventura. Mero esercizio di stile per un autore in declino.
E qui voi direte: “Ma ci hai appena parlato di un sesto film, quindi questa diventa una flop 6?”
Sì, in realtà la menzione d’onore serviva a nascondere una flop 6. E no, questa resta una flop 5. Sono ossessionato dall’ordine, sono ossessionato dai multipli di 5.



5 - La torre nera di Nikolaj Arcel
Peggio di Valerian ha saputo fare la prima trasposizione cinematografica della storica saga di Stephen King, La torre nera. Un film per riassumere un epopea di otto corposi volumi. L’opera del regista danese non centra la messa in scena, non azzecca i personaggi e non segue uno sviluppo degno di nota. La produzione ha deciso di puntare tutta la campagna marketing sui due volti di punta, Idris Elba e Matthew MacConaughey, dimenticandosi di porre le basi per una degna trasposizione, ripescando nell’immaginario dei film d’avventura per ragazzi anni ’90 per riempire delle evidenti mancanze strutturale. Alla fine il film si riduce ad una scorribanda dimenticabile di un bambino problematico e del suo amico pistolero.
È uno dei pochi casi in cui ho desiderato che un film venisse esteso per farne un franchise, aprendo così ad uno sviluppo più complesso dei personaggi e di una trama troppo banale per essere vera nel 2017. E invece la storia del piccolo Jake si conclude dopo appena 90 minuti, senza nessun tipo di guizzo. Se fosse durata mezz’ora in meno nessuno se ne sarebbe accorto. Alcuni elementi della saga letteraria balzano all’occhio per la loro originalità, come le figure dei pistoleri, ma la materia madre è stata ammattita a tal punto da risultare fastidiosa, quando con la stessa si sarebbe potuta realizzare una saga quantomeno degna e rispettosa dell’opera di partenza.
Il finale poi è da pelle d’oca, uno dei peggiori mai realizzati negli ultimi anni, superato solamente da un altro film presente in questa classifica. La semplicità con cui vengono risolte alcune dinamiche è imbarazzante, un insulto all’intelligenza.



4 - La cura dal benessere di Gore Verbinski
Adoro Gore Verbinski per come ha trattato la materia piratesca nella prima trilogia di Pirati dei Caraibi, per quel capolavoro d’animazione che è Rango e per il remake di The Ring, che ha portato un certo horror orientale nelle produzione statunitensi. Adoro Gore Verbiski per la prima parte de La cura dal benessere, curata, meticolosa, ansiogena, a tratti meravigliosa. Odio Gore Verbinski per la seconda parte de La cura dal benessere. Il film precipita improvvisamente nel trash gratuito. La regia e la messa in scena risentono di questo calo generale abbassando il loro livello qualitativo e il finale raggiunge vette di squallore inimmaginabili che gettano alle ortiche quanto di ottimo fatto in precedenza. Scorsese lascia il posto al peggior Uwe Boll e una visione perfetta diventa presto un incubo dal quale è impossibile uscire se non strappando il biglietto e scappando dalla sala.
La cura dal benessere è la dimostrazione che egregie doti registiche non possono nulla se non supportate da una sceneggiatura all’altezza.


3 - King Arthur - il potere della spada di Guy Ritchie
Guy Ritchie ritenta la magia di Sherlock, ma fallisce miseramente, dando vita ad un prodotto mediocre in cui il tipico montaggio dell’autore britannico mal si sposa con una messa in scena videoludica, il tutto condito da una trama inconsistente e piena zeppa di buchi narrativi. Gli schemi attraverso i quali Ritchie tenta il recupero dell’epica cavalleresca sono i medesimi dell’operazione Sherlock Holmes: musiche, irriverenza, temporalità sconnesse. Stavolta però la fase di scrittura non ha saputo cogliere l’anima delle opere di riferimento e il risultato è stato un vuoto di emozioni carico di riferimenti persi nel nulla. I personaggi non reggono l’impostazione del regista e la trama passa presto in secondo piano. Poche sequenze riuscite aumentano il rammarico per quella che Guy Ritchie aveva pensato come un’esalogia e invece si limiterà a questo sconclusionato primo capitolo. Non vedremo mai Merlino, non vivremo mai la storia d’amore tra Artù e “la maga” (personaggio tanto misterioso da non avere un nome).
L’immenso Guy Ritchie di Snatch è stato in grado di confezionare un film in cui il cinema non c'è.


2 - Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar di Joachim Ronning e Espen Sandberg
Altra enorme delusione. Da amante della prima trilogia mi sono lasciato sedurre da due buoni trailer, e sono finito abbandonato su una spiaggia. Il quinto capitolo della saga dei Pirati Disney non coglie il motivo per il quale i fan di vecchia data avevano amato e ancora osannano la prima trilogia: l’avventura, la voglia di scoprire sempre cose nuove. Dei precedenti capitoli sembra essere rimasta solo la ricerca della risata facile che, portata allo stremo, ha finito per fagocitare anche la trama. Personaggi storici tornano sullo schermo senza le caratteristiche psicologiche che li avevano resi grandi; i nuovi protagonisti invece non reggono il confronto con la precedente generazione e, senza le giuste basi, finiscono per scivolare nel calderone della mediocrità nonostante buone premesse.
La trama dimostra di avere degli spunti discreti, come il flashback del giovane Jack Sparrow, persi in un vortice che gira su se stesso e disperde tutta l’energia di una saga molto fisica. L’obiettivo di andare dal punto A al punto B per ottenere un certo oggetto finisce per essere un pretesto per mandare avanti una narrazione povera, confusa e poco contestualizzata nella mitologia della saga. Mancano epicità, esplorazione, meraviglia, intrigo e la naturale comicità alla quale eravamo abituati. Ha ancora senso sperare nel sesto capitolo?


1 - Justice League di Zack Snyder
Non sarà il film peggiore dell’anno, ma è quello che mi ha fatto uscire dalla sala più infastidito, scontento. Il mio rapporto con il genere supereroistico non è più un mistero, e questo ha influenzato certamente la decisione di mettere al primo posto questo fallimento annunciato, però è innegabile che Justice league rappresenti il mediocre livellamento verso il basso del cinema d’intrattenimento americano. La copia mal riuscita di un film già vecchio anni fa che tenta di rilanciare quattro ragazzi poco carismatici nella corsa ai coloratissimi ed inutili eroi Marvel. Comicità spicciola, prevedibilità infinita e tante, troppe situazioni che sanno di già visto. L’opera di Snyder/Whedon non è ciò di cui il cinema ha bisogno, semplicemente perché il cinema non alberga lì. Se il cinema è la realizzazione visiva di un’idea, Justice League tenta il colpaccio gobbo con qualche spunto recuperato in giro e pochissima verve. Semplicemente non c’è l’idea dietro questo film, semplicemente non c’è il cinema. E chi va in sala per immergersi in un’altra realtà, per sognare, per emozionarsi, per vivere la vita di qualcun altro, non potrà che disprezzare questo fondo bucato dell’intrattenimento contemporaneo. Basta.

Finisce così un anno ricolmo di delusioni, prodotti nati male e finiti peggio. Franchise pronti al rilancio e sprofondati nell’abisso. E quindi alla fine siamo riusciti a punire ancora il buon vecchio Snyder, ancora i film coi i supereroi. Chiamami scemo, chiamami anplagghed, ma sono fatto così.


domenica 26 febbraio 2017

AND THE OSCAR GOES TO… LE MIE PREVISIONI

Ci siamo. Mancano poche ore al fatidico momento dell’apertura delle buste e noi cinefili, come ogni anno, dopo aver disprezzato i premi più commerciali al mondo, ci ritroviamo, come ogni anno, ad aspettare in trepidante attesa l’assegnazione delle statuine, anche a costo di barcollare per l’intera giornata di domani. Studio, lavoro, relazioni sociali. Gli Oscar, vengono prima.
Le mie previsioni si baseranno avviamente sui miei gusti, su ciò che ho avuto la possibilità di vedere, ma anche sulle prerogative dell’Academy in fatto di gusti, che spesso vanno ad influenzare l’assegnazione dei premi al di là dell’effettivo valore delle pellicole. Entrano in gioco giochi di potere, elementi esterni. Il momento storico ad esempio segna pesantemente un evento pubblicizzato come quello della notte degli Oscar, un esempio palese è la risposta eccessiva alla richiesta di una quota afroamericana nelle nomination, tendenza che ha nettamente sfavorito alcune pellicole passate in sordina. C’è quindi una logica dietro un’aggregazione di menti che spesso tende a ripetersi nelle scelte. Ma andiamo a vedere, nello specifico, in che modo l’elezione di Trump potrebbe influenzare i premi più ambiti.



Miglior Film

Arrival
Barriere
La battaglia di Hacksaw Ridge
Hell or High Water
Il diritto di contare
La La Land
Lion
Manchester by the Sea
Moonlight

Nonostante questo premio conti ben otto nomination, è necessario focalizzarsi principalmente su tre film: l’arraffanomination La La Land di Chazelle, il toccante Manchester by the sea di Lonergan e il discusso, completo Moonlight di Jenkins. Negli ultimi anni l’Academy ha cercato di dividere i premi tra film differenti e spesso il premio al miglior film è andato, per compensazione, ad una pellicola che, per un motivo o per un altro, non era riuscita a trionfare in altre categorie. Quest’anno mi aspetto un’inversione di tendenza, con l’affermazione di superiorità di un titolo sugli altri. Sto parlando ovviamente di La La Land,vincitore annunciato come miglior film per due semplicissimi motivi, quasi banali: può essere letto come un’enorme tributo al musical più classico - apprezzato a dismisura dall’Academy - e quel reiterato La del titolo è un LA assai rilevante negli States, è la città di Los Angeles, culla, con le sue ombre, del cinema di Hollywood. Per questi e molti altri motivi, la mia scelta va sull’opera meravigliosa di Chazelle.
Pronostico: La La Land

Miglior regia
               
Denis Villeneuve, Arrival
Mel Gibson, La battaglia di Hacksaw Ridge
Damien Chazelle, La La Land
Kenneth Lonergan, Manchester By the Sea
Barry Jenkins, Moonlight

Come detto, non mi aspetto la scissione dei premi importanti per questa edizione, e la regia del giovane Chazelle è qualcosa di superlativo, senza nulla togliere agli altri candidati. Non solo il gusto dell’Academy, qui il parere del pubblico è univoco.
Pronostico: La La Land



Miglior attore protagonista

Casey Affleck, Manchester By the Sea
Andrew Garfield, La battaglia di Hacksaw Ridge
Ryan Gosling, La La Land
Viggo Mortensen, Captain Fantastic
Denzel Washington, Barriere

Corsa a due, per motivi differenti. Nelle speculazioni di puro talento, Affleck ha staccato Gosling da un pezzo. Resta da superare la concorrenza dell’eterno Denzel Washington che, come fatto notare da Francesco Alò di Badtaste, andrebbe così ad eguagliare Daniel Day Lewis a tre oscar vinti tra attore protagonista e non. C’è da considerare che la giuria chiamata ad assegnare i premi tiene presente anche queste operazione di marketing in un anno di grandi cambiamenti per gli Stati Uniti, e il trionfo storico di uno dei volti del cinema nero americano fa gola e non poco. Il mio pronostico però rimane legato almerito.
Pronostico: Casey Affleck

Miglior attrice protagonista

Isabelle Huppert, Elle
Ruth Negga, Loving
Natalie Portman, Jackie
Emma Stone, La La Land
Meryl Streep, Florence

Gli occhi enormi di Emma Stone sono gli occhi di La La Land, ma la questione presidenziale ha un peso specifico nettamente diverso. Da una parte sogni e speranze, dall’altra la cruda realtà della first lady più amata della storia. L’ottima performance di Natalie Portman poi contribuisce a spostare l’ago della bilancia. Premio molto conteso.
Pronostico: Natalie Portman

Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali, Moonlight
Jeff Bridges, Hell or High Water
Lucas Hedges, Manchester By the Sea
Dev Patel, Lion
Michael Shannon, Animali notturni

Pochi dubbi su un premio che presenta un livello medio relativamente più accessibile rispetto alle categorie precedenti, ma, nella cui cinquina, spicca un attore ormai sdoganato al grande publico e amato ancor più dalla critica. Mahershala Ali porta a casa il premio a mani basse.
Pronostico: Mahershala Ali



Miglior attrice non protagonista

Viola Davis, Barriere
Naomie Harris, Moonlight
Nicole Kidman, Lion
Octavia Spencer, Hidden Figures
Michelle Williams, Manchester by the Sea

Il premio è conteso dall’acclamata Viola Davis l’outsider Michelle Williams, direttamente dal porticciolo di Dawson’s Creek. Il premio alla Williams sarebbe davvero una grande presa di posizione dell’Academy, cha andrebbe a premiare un’attrice presente solamente per quattro scene sullo schermo, ma Barriere - film scialbo che si fonda proprio sulle interpretazioni degli attori - è alla ricerca di un premio per lasciare il segno.
Pronostico: Viola Davis

Miglior film straniero

Land of Mine (Denmark)
A Man Called Ove (Sweden)
The Salesman (Iran)
Tanna (Australia)
Toni Erdmann (Germany)

A vincere sarà probabilmente il cliente. In questo premio pesa enormemente il Muslim Ban approvato da Trump poche settimane fa. Fahradi boicotterà, Fahradi vincerà.
Pronostico: The Salesman (Il Cliente)

Miglior documentario

Fuocoammare
I Am Not Your Negro
Life, Animated
OJ: Made in America
13th

Categoria con cui ho poca dimestichezza. Mi affido alle quote e mi rammarico per Fuocoammare.
Pronostico: OJ: Made in America

Miglior cortometraggio documentario

Extremis
4.1 Miles
Joe’s Violin
Watani: My Homeland
The White Helmets



Miglior film d’animazione

Kubo e la spada magica
Oceania
La mia vita da zucchina
La tartaruga rossa
Zootropolis

Due film sopra gli altri (Kubo e La Tartaruga rossa), ma il premio andà al vecchio Walt.
Pronostico: Zootropolis

Miglior corto d’animazione

Blind Vaysha
Borrowed Time
Pear Cider and Cigarettes
Pearl
Piper

Sfida tra Piper e Borrowed Time. Il primo colpisce per il comparto tecnico, il secondo invece deficita sotto quell’aspetto, ma riesce a trasmettere emozioni contrastanti. Mi auguro vinca il contenuto.
Pronostico: Borrowed Time

Miglior sceneggiatura non originale

Arrival
Barriere
Il diritto di contare
Lion
Moonlight

Pochi dubbi sul film che uscirà comunque a testa alta da questa premiazione.
Pronostico: Moonlight



Miglior sceneggiatura originale

Hell or High Water
La La Land
The Lobster
Manchester by the Sea
20th Century Women

Questo è probabilmente l’unico premio in cui La La Land è candidato, ma non rientra tra i favoritissimi. Certo una vittoria del film di Chazelle non sarebbe una completa sorpresa, ma Manchester by the sea reclama premi e attenzioni.
Pronostico: Manchester by the sea

Miglior colonna sonora originale
Jackie (Mica Levi)
La La Land (Justin Hurwitz)
Lion (Dustin O’Halloran and Hauschka)
Moonlight (Nicholas Britell)
Passengers (Thomas Newman)

Un grandioso musical, poi altro.
Pronostico: La La Land

Miglior canzone originale

Audition (The Fools Who Dream) (La La Land)
Can’t Stop the Feeling (Trolls)
City of Stars (La La Land)
The Empty Chair (Jim: The James Foley Story)
How Far I’ll Go (Moana)

Lotta a uno, tra due brani differenti. Vincerà il più iconico.
Pronostico: City of Stars

Miglior sonoro

Arrival
La battaglia di Hacksaw Ridge
La La Land
Rogue One: A Star Wars Story
13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Come detto, un musical parte sempre qualche metro avanti in questo campo.
Pronostico: La La Land



Miglior montaggio sonoro

Arrival
Deepwater Horizon
La battaglia di Hacksaw Ridge
La La Land
Sully

Pronostico: La La Land

Miglior scenografia

Arrival
Animali fantastici e dove trovarli
Hail, Caesar!
La La Land
Passengers

La scenografia è fondamentale in un’opera composta da movimenti di corpi.
Pronostico: La La Land

Migliori effetti speciali

Deepwater Horizon
Doctor Strange
The Jungle Book
Kubo e la spada magica
Rogue One: A Star Wars Story

Pronostico: The Jungle Book



Miglior montaggio

Arrival
La battaglia di Hacksaw Ridge
Hell or High Water
La La Land
Moonlight

Pronostico: La La Land

Miglior fotografia

Arrival
La La Land
Lion
Moonlight
Silence

Pronostico: La La Land

Migliori costumi

Allied
Animali fantastici e dove trovarli
Florence
Jackie
La La Land

Pronostico: Animali fantastici e dove trovarli

Miglior trucco e acconciatura

A Man Called Ove
Star Trek Beyond
Suicide Squad

Pronostico: Star Trek Beyond

Giochiamo a chi ne indovina di più?

giovedì 26 gennaio 2017

NOMINATION OSCAR 2017: ESCLUSI E SOPRAVVALUTATI

Come ogni anno ci troviamo a commentare le nomination agli oscar avendo visto appena il 10% dei film in gara. Ma siamo Italiani: popolo di santi e CT; ci piace anche così.
Gli Oscar andrebbero presi per quello che sono: l’autocelebrazione di una parte - seppur centrale - della cinematografia mondiale. La gara tra i soliti noti all’inseguimento di quella statuetta da sfoggiare nei trailer, per elevare il proprio nome e poter aumentare il cachet richiesto. È un sistema complesso, ma anche semplice, nel quale all’Oscar corrisponde un doppio riconoscimento: economico e sociale. Ma la competizione è alla base di questo capitalismo, siamo NATO a stelle e strisce, allora fingiamo per un momento di credere che ci sia una forma di meritocrazia alla base delle nomination e proviamo a fare il punto sulle categorie più importanti, interessanti, sorprendenti.. Con qualche lacuna, se sbaglio mi correggerete.


Miglior Film

Arrival
Barriere
La battaglia di Hacksaw Ridge
Hell or High Water
Il diritto di contare
La La Land
Lion
Manchester by the Sea
Moonlight

Della rosa dei candidati per il premio più ambito ammetto di non aver visto neanche un film. Oppure proviamo a rovesciare la cosa: nessuno dei film da me visti e apprezzati durante questi ultimi mesi del 2016 è stato preso in considerazione per la vittoria finale. Mi riferisco nello specifico all’accopiata Scorsese- Eastwood, ma anche al piccolo gioiello di Tom Ford, Animali Notturni, e perché no, anche al limitato Kubo e la Spada Magica. Limitato agli occhi della critica, non per me.
Silence è il cinema, Sully è stato la perfezione visiva e narrativa. Avrebbero entrambi meritato un’attenzione differente. Animali Notturni è stato invece la sorpresa di quest’anno cinematografico: un’opera complessa e stratificata sul senso dell’abbandono, narrata attraverso una raffinatezza rara.
Recupererò i film in lista prima della premiazione e saprò darvi un giudizio più approfondito, ma a priva vista sembra manchi qualcosa.


Miglior regia
               
Denis Villeneuve, Arrival
Mel Gibson, La battaglia di Hacksaw Ridge
Damien Chazelle, La La Land
Kenneth Lonergan, Manchester By the Sea
Barry Jenkins, Moonlight

Stesso discorso fatto per la categoria precedente. L’outsider Lonergan contende il premio al favoritissimo Chazelle. Restano a guardare i ragazzi della vecchia guardia. Ma riecco Mel Gibson, il grande irreprensibile Mel Gibson. Non sapevo facesse anche cinema.
Il vecchio Woody non muore mai. Un’altra, forse l’ultima chiamata di una carriera immensa, dopo l’ottimo Cafè Society, l’avrebbe meritata.

Miglior attore protagonista

Casey Affleck, Manchester By the Sea
Andrew Garfield, La battaglia di Hacksaw Ridge
Ryan Gosling, La La Land
Viggo Mortensen, Captain Fantastic
Denzel Washington, Barriere

Silence è stato un’esperienza mistica. Garfield ha dato prova delle sue capacità riuscendo a trasmettere in pieno il disagio di un conflitto religioso interiore in un contesto di persecuzioni. Il giovane Spiderman ha offerto senza dubbio la performance della vita (finora), ma l’Academy ha deciso di candidarlo per La Battaglia di Hacksaw Ridge. Potrebbe aver superato se stesso, oppure questa scelta potrebbe essere in linea con l’esclusione di Silence. Chissà.
AAA Jake Gyllenhaal cercasi.


Miglior attrice protagonista

Isabelle Huppert, Elle
Ruth Negga, Loving
Natalie Portman, Jackie
Emma Stone, La La Land
Meryl Streep, Florence

Meryl Streep vive in platea. 20 nomination. Venti.
Poi Emma Stone, Natalie Portman e la sorpresa Ruth Negga. Poche soprese invece per l’assegnazione.
Amy Adams, tra Animali Notturni e Arrival poteva sperare di ottenere un trattamento diverso.

Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali, Moonlight
Jeff Bridges, Hell or High Water
Lucas Hedges, Manchester By the Sea
Dev Patel, Lion
Michael Shannon, Animali notturni

Shannon batte Johnson. Animali Notturni batte Animali Notturni.
C’è ancora Jeff Bridges, ma spero che in questa categoria venga riconosciuto il lavoro encomiabile del cast di Tom Ford.

Miglior attrice non protagonista

Viola Davis, Barriere
Naomie Harris, Moonlight
Nicole Kidman, Lion
Octavia Spencer, Hidden Figures
Michelle Williams, Manchester by the Sea

Miglior film straniero

Land of Mine (Denmark)
A Man Called Ove (Sweden)
The Salesman (Iran)
Tanna (Australia)
Toni Erdmann (Germany)

Abbiamo candidato Fuocoammare per muovere coscienze oltreoceano…

Miglior documentario

Fuocoammare
I Am Not Your Negro
Life, Animated
OJ: Made in America
13th

…ma è finito qui, tra i documentari antitrump. Un’occasione sprecata.

Miglior cortometraggio documentario

Extremis
4.1 Miles
Joe’s Violin
Watani: My Homeland
The White Helmets

Miglior film d’animazione

Kubo e la spada magica
Oceania
La mia vita da zucchina
La tartaruga rossa
Zootropolis

La mia categoria. Ho amato Kubo, apprezzato Zootropolis, sopportato Oceania. Spero vinca il film della Laika per il lavoro occorso nella realizzazione e per la narrazione particolare di una storia inusuale, ma scommetto sarà il film Disney sul razzismo a trionfare. Non senza meriti.
Mancano in ogni caso alcune perle, accantonate troppo in fretta.

Miglior corto d’animazione

Blind Vaysha
Borrowed Time
Pear Cider and Cigarettes
Pearl
Piper

Piper ha qualcosa in più. il vero motivo per andare nei cinema a vedere Oceania.

Miglior sceneggiatura non originale

Arrival
Barriere
Il diritto di contare
Lion
Moonlight

Silence, tratto dal romanzo di Endo, meritava ciecamente la nomination.


Miglior sceneggiatura originale

Hell or High Water
La La Land
The Lobster
Manchester by the Sea
20th Century Women

Sto ancora cercando di capire cosa ci faccia The Lobster in questa sezione. Non per la qualità della sceneggiatura, ma per l’anno di produzione. The Lobster, che io vidi quasi un paio di anni fa, è una produzione internazionale del 2015 e merita un premio in questa selezione. Senza dubbi.

Miglior colonna sonora originale
Jackie (Mica Levi)
La La Land (Justin Hurwitz)
Lion (Dustin O’Halloran and Hauschka)
Moonlight (Nicholas Britell)
Passengers (Thomas Newman)

Passengers ha saputo emozionare anche grazie ad una colonna sonora funzionale, ma quando hai un film musicale candidato in questa categoria, poco o nulla possono gli altri.

Miglior canzone originale

Audition (The Fools Who Dream) (La La Land)
Can’t Stop the Feeling (Trolls)
City of Stars (La La Land)
The Empty Chair (Jim: The James Foley Story)
How Far I’ll Go (Moana)

Mi basta che non vinca Justin Timberlake.

Miglior sonoro

Arrival
La battaglia di Hacksaw Ridge
La La Land
Rogue One: A Star Wars Story
13 Hours: The Secret Soldiers of Benghazi

Miglior montaggio sonoro

Arrival

Deepwater Horizon
La battaglia di Hacksaw Ridge
La La Land
Sully


Miglior scenografia

Arrival
Animali fantastici e dove trovarli
Hail, Caesar!
La La Land
Passengers

Ecco che ricompare un film dimenticato: Ave Cesare! Dei fratelli Coen, che mi auguro trionfi in questa categoria per meriti evidenti, ma LA terra di LA non disdegna i suoi figli.

Migliori effetti speciali

Deepwater Horizon
Doctor Strange
The Jungle Book
Kubo e la spada magica
Rogue One: A Star Wars Story

Riecco anche il disperso Libro della Giungla. Ma in questo caso il lavoro certosino degli animatori della Laika meriterebbe anche più di un semplice oscar per gli effetti speciali.

Miglior montaggio

Arrival
La battaglia di Hacksaw Ridge
Hell or High Water
La La Land
Moonlight

Miglior fotografia

Arrival
La La Land
Lion
Moonlight
Silence

Migliori costumi

Allied
Animali fantastici e dove trovarli
Florence
Jackie
La La Land

Miglior trucco e acconciatura

A Man Called Ove

Star Trek Beyond
Suicide Squad

Ah, Suicide Squad. Ah!


Per ora abbiamo terminato. L’appuntamento è la sera prima delle premiazioni, quando con un numero di informazioni maggiori, tenteremo di dare i nostri pronostici, alla faccia dei Bookmakers.

martedì 3 gennaio 2017

2017: I FILM PIÙ ATTESI

Un anno povero di emozioni e ricco di morti illustri ci lascia. Il 2017 si annuncia però carico di aspettative, vediamo insieme i 15 film che personalmente attendo di più.


Star Wars: Episodio 8 di Rian Johnson
La telecamera ruota attorno al promontorio e Ray allunga la spada laser ad uno stanco e solitario Luke.
L’ultima prova della principessa.
C’è da aggiungere altro?
Uscita: 15 dicembre 


IT di Andres Muschietti
Pensi a Stephen King e ti viene in mente IT, capolavoro indiscusso dell’horror. Pensi a IT e purtroppo ti viene in mente solamente la rivedibile trasposizione televisiva del 1990, che associava una prima parte in linea con lo stile e le atmosfere del libro ad una seconda completamente antiadrenalinica e poco coinvolgente. Un flop passato in sordina e ricordato unicamente per la performance sopra le righe di Tim Pennywise Curry.
Il remake/Reboot in uscita quest’anno promette di capovolgere l’ordine soporifero della miniserie tv e di portare finalmente alla luce lo spirito ansiogeno del capolavoro di King. Promette decisamente bene.
Uscita: autunno 2017


Lego Batman - Il Film di Chris McKay
The Lego Movie era stato un esperimento coraggioso e riuscito contro ogni aspettativa. Tra i personaggi secondari spiccava un batman ironico e colorato che aveva fatto immaginare a tutti un film stand alone sull’uomo pipistrello in versione lego. Ecco che l’immaginazione diventa realtà.
Lego Batman propone i ritorno ad una comicità alternativa, unito al rispetto di alcuni punti fermi della testata fumettistica. A metà tra parodia e opera originale. Vuoi vedere che questo film minore potrebbe diventare il miglior film su Batman degli ultimi due anni?
Uscita: 9 Febbraio


T2: Trainspotting 2 di Danny Boyle
IL FILM che aspetto; quello per cui ho in mente di piantare una tenda davanti al cinema.
Danny Boyle torna a trasporre un romanzo di Welsh a distanza di vent’anni dal suo capolavoro. I personaggi ci sono tutti, i capelli di Spud non ci sono tutti, atmosfere sono esattamente le stesse e la voglia di rivivere le storie dei nostri tossicodipendenti preferiti  è immensa.
Parte Born Slippy ed è subito il ’96. Non dovremmo essere figli di questo film eppure lo siamo. Magari saremo imparentati anche con questo. Sempre senza doverlo davvero essere.
Uscita: 2 marzo


Smetto Quando Voglio - Masterclass di Sydney Sibilia
Alla notizia di un seguito di Smetto Quando Voglio del 2014 avevo sinceramente storto il naso. La conclusione del primo era così tristemente perfetta da non lasciare spazio ad ulteriori sequel, eppure non riesco a smettere di guardare il trailer del secondo capitolo. I personaggi sembrano essere davvero sfruttati al massimo delle loro possibilità e le esagerazioni comiche rientrano alla perfezione nel contesto caricato costruito dal giovane Sibilia. Anche noi possiamo, non fermiamoci.
Uscita: 2 febbraio


Dunkirk di Christopher Nolan
Il trailer non mi ha trasmesso nessuna emozione. Zero.
Poi ho riflettuto. Il trailer di Memento non mi aveva catturato, come non lo aveva fatto quello di Batman Begins, né quello dell’ultimo batman; ma soprattutto, basandomi solamente sul trailer, non sarei mai andato a vedere Interstellar.
Quindi le cose sono due: o questo film sarà piatto e asettico, o Nolan farebbe bene a cambiare il montatore dei suoi trailer.
In ogni caso aspetto Agosto come se fosse Natale.
Uscita: 31 agosto


Guardiani della Galassia Vol. 2 di James Gunn
Guardiani della Galassia, il miglior film Marvel.
Guardiani della Galassia Vol. 2, il miglior film Marvel Vol. 2 (?)
Uscita: 25 aprile


Pirati dei Caraibi - La Vendetta di Salazar di Ronning-Sandberg
Saga che adoro, al di là dei limiti, dei problemi di ritmo e della sua natura dichiaratamente commerciale. È sempre un piacere riverede sul grande schermo Jack Sparrow e Will Turner, Barbossa e Gibbs. Il nuovo villain e l’atmosfera spettrale promettono poi di unire le ambientazioni del primo capitolo con la complessità dell’intreccio del terzo, senza dimenticare la caratteristica comicità di fondo che contraddistingue questa saga cult. Un evergreen.
Uscita: 26 maggio


Last Flag Flying di Richard Linklater
Pochissime informazioni sul nuovo film dell’autore di Everybody Wants Some!!. Si sa solamente che Linklater stavolta dirigerà un trio inedito: Cranston-Carrell-Fishburne. Non so a voi, ma a me basta.
Uscita: TBA 


Cars 3 di Bryan Fee
Il teaser era qualcosa di diverso. Finora la Pixar ha gradualmente abbandonato una linea adulta per avvicinarsi ad una fetta di pubblico ben più ampia. Agli esordi dello studio d’animazione le tecniche utilizzate e il target di riferimento erano differenti rispetto alla Disney; in questi ultimi anni invece i due stili si sono avvicinati molto.
I primi due Cars rappresentano l’esempio più concreto di Disneyzzazione della Pixar: personaggi carismatici e colorati, trama lineare, sviluppo scontato, pochi guizzi e molti messaggi positivi di fondo. Un film per bambini insomma. La speranza è che la Pixar riesca a dare una svolta a questo brand con l’ultimo capitolo, per dare un senso anche ad un progetto senza mordente, per dimostrare di non essere la Disney.
Uscita: 16 giugno


Silence di Martin Scorsese
Film in uscita che trasuda qualità. Stavolta Scorsese vola in Oriente per raccontare la storia delle persecuzioni subite dai cristiani nel ‘700, ovviamente alla sua maniera. A volta l’affetto per un uso delle immagini particolare va al di là delle storie e degli attori.
Uscita: 12 gennaio


Arrival di Denis Villeneuve
Arrival ha spaccato la critica statunitense tra chi lo ha osannato e chi l’ha ritenuta un’opera assai sopravvalutata. Nel mezzo tutti coloro che giurano di non aver capito il nuovo senso che il finale dovrebbe dare all’intero film.
Resta la curiosità di scoprire se ci capirò qualcosa.
Uscita: 19 gennaio

La La Land di Damien Chazelle
Chazelle torna in musica dopo l’enorme successo di Whiplash. Lo stile inimitabile incornicia una delle coppie di attori più affiatate di questa decade. Si prospetta uno dei film dell’anno e la voglia di scoprire la nuova storia d’amore di Emma Stone e Ryan Goslin mi fa pesare l'attesa.
Uscita: 26 gennaio


Life di Daniel Espinosa
Chiameremo questi anni “Il revival della fantascienza spaziale”. Dopo Gravity, Interstellar, The Martian e Passengers, ecco la versione di Daniel. Con Jake Gyllenhaal, Deadpool e Rebecca Ferguson. Curiosità crescente e qualità garantita dalla presenza del completo Jake Gyllenhaal.
Uscita: 25 maggio


Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve
Blade Runner è Blade Runner.
Forse non c’era davvero bisogno di un seguito diretto dell’enorme opera dell’82, ma le atmosfere sembrano esattamente le stesse del cult dei cult della fantascienza, Harrison Ford c’è. Io si sono, sulla mia poltrona al cinema.
Uscita: ottobre 2017